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1月12日 Campo invernale di clanSuscita sempre forti emozioni ritornare dal campo e riprendere la vita di tutti i gironi, perché, nei momenti più strani, succede di ritrovarsi a pensare a ciò che è accaduto al campo, ai momenti di risata comunitaria, di riflessione seria, di riconciliazione tra noi e con Dio, di servizio, di studio e di formazione culturale. Ormai è passata una settimana e qualcuno del clan si chiedeva come mai non avevo ancora messo niente sul bolg. La risposta è difficile da dare, perché più pensavo al campo, più provavo sensazioni profonde e difficili da esprimere a parole e mettere solo le foto del campo non mi andava. Ora, dopo aver ripreso completamente la vita di giorni, ieri ho rivisto il branco, le emozioni ed i sentimenti hanno preso un senso ben definito e, pur non riuscendo a metterli per iscritto, mi hanno spinto a postare le foto e queste righe. Come spesso succede, al campo capitano cose che fanno nascere un 'tormentone'; e questo campo non è da meno. Non si sa come il capoclan ha rispolverato lo slogan di una vecchia pubblicità di un dentifricio e così abbiamo passato il tempo a canticchiare "ti spunta un fiore in bocca" e ad usare lo slogan per ridere o calmare sul nascere possibili tensioni. Per la gioia dei miei rovers e delle mie scolte sono andato a ripescare la pubblicità: 1月11日 Piccola riflessioneCosa!?! Ma se abbiamo appena lasciato le feste natalizie!!! Questa potrebbe essere la reazione di qualcuno al leggere la storiella che segue. Sono d'accordo con voi, è presto per parlare di Pasqua, ma non è mai troppo presto per ricordarci del sacrificio che Dio ha fatto per amore nostro. Buona lettura! C’era una volta un uomo di nome George Thomas, era pastore protestante e viveva in un piccolo paese. Una mattina della Domenica di Pasqua stava recandosi in Chiesa, portando con se una gabbia arrugginita. La sistemò vicino al pulpito. La gente era alquanto scioccata. Come risposta il pastore cominciò a parlare: «Ieri stavo passeggiando quando vidi un ragazzo con questa gabbia. Nella gabbia c’erano tre uccellini, tremavano dal freddo e per lo spavento. Fermai il ragazzo e gli chiesi: ‘Cos'hai lì figliolo?’ ‘Tre vecchi uccelli’ fu la risposta. ‘Cosa farai di loro?’ chiesi, ‘Li porto a casa e mi divertirò con loro’, ripose il ragazzo. ‘Li stuzzicherò gli strapperò le piume cosi litigheranno. Mi divertirò tantissimo’. ‘Ma presto o tardi ti stancherai di loro. Allora cosa farai?’ ‘Oh, ho dei gatti’ disse il ragazzo. ‘A loro piacciono gli uccelli, li darò a loro’. Rimasi in silenzio per un momento. ‘Quanto vuoi per questi uccelli, figliolo?’ ‘Cosa??!!! Perchè? mica li vuoi, signore, sono uccelli di campo, niente di speciale. Non cantano. Non sono nemmeno belli!’ ‘Quanto?’ chiesi di nuovo. Pensando fossi pazzo il ragazzo disse, ‘10 dollari!’ Presi 10 dollari dalla mia tasca e li misi in mano al ragazzo. Come un fulmine il ragazzo sparì. Allora presi la gabbia e con delicatezza andai in un campo dove c’erano alberi ed erba. Aprii la gabbia e con gentilezza lasciai liberi gli uccellini. Così si spiega la gabbia vuota accanto al pulpito». Poi iniziò a raccontare questa storia: Un giorno Satana e Gesù stavano conversando. Satana era appena ritornato dal Giardino di Eden, era borioso e si gonfiava di superbia. ‘Si, Signore, ho appena catturato l’intera umanità. Ho usato una trappola che sapevo non avrebbe trovato resistenza, ho usato un’esca che sapevo ottima. Li ho presi tutti!’ ‘Cosa farai con loro?’ chiese |
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