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日志


10月26日

Una preghiera

Lord of my origin
       draw me closer to you.
Lord of my existence
       direct all my ways.
Lord of my calling
       give me strenght to go on.
Lord of my faith
       preserve me from doubt.
Lord of my hope
       keep me from despair.
Lord of my love
       let me never grow cold.
Lord of my past
       may I never forget you.
Lord of my present
       be near me always.
Lord of my future
       keep me faithful to the end.
Lord of my life
       let me live in your presence.
Lord of my death
       receive me at last.
Lord of my eternity
       bless me for ever.
                                 Amen.
 
Per coloro che hanno qualche difficoltà ecco la traduzione:
 
Signore della mia nascita
       attirami più vicino a te.
Signore della mia esistenza
       dirigi ogni mia strada.
Signore della mia chiamata
       dammi la forza di andare avanti.
Signore della mia fede
       preservami dal dubbio.
Signore della mia speranza
       salvami dalla disperazione.
Signore del mio amore
       fa che io non diventi mai 'freddo'.
Signore del mio passato
       fa che non ti dimentichi mai.
Signore del mio presente
       sii sempre vicino a me.
Signore del mio futuro
       mantienimi fedele fino alla fine.
Signore della mia vita
       fammi vivere alla tua presenza.
Signore della mia morte
       accoglimi alla fine.
Signore della mia eternità
       benedicimi per sempre.
                                         Amen.
 
Tratta da "Francis and the Song of Brotherhood" di Fr. Eric Doiyle, ofm, morto di tumore a poco più di 40 anni.
10月23日

Il tempo

Carissimi ecco un pensierino sul tempo. Non vi dico dove l'ho trovato perché, conoscendovi, qualcuno potrebbe fare qualche gestaccio che non mi piace. I curiosi possono mandarmi un messaggio per chiedere dove l'ho trovato.
 
Ah, è in inglese.
 

Time is too slow

for those who wait,

too swift

for those who fear,

too long for those who grieve,

too short

for those who rejoice,

but for those who love,

time is eternity!
 
Per coloro che hanno qualche difficoltà con l'inglese, spero pochissimi, ecco la traduzione.
 

Il tempo è troppo lento

per coloro che aspettano,

troppo veloce

per coloro che hanno paura,

troppo lungo per coloro che sono nel dolore,

troppo breve

per coloro che sono nella gioia,

ma per coloro che amano,

il tempo è eternità!
 
Un abbraccio forte con l'augurio che troviate il tempo per amare!
10月2日

Messaggio di speranza

Chi mi conosce a fondo sa che non amo scrivere e quando lo faccio non sono proprio un poeta, ma questa storia mi è arrivata per posta elettronica e la voglio condividere con voi.
Un forte abbraccio

Ad una cena di raccolta fondi per una scuola che serve i disabili mentali, il padre di uno degli studenti fece un discorso che nessuno di coloro che partecipavano avrebbe mai dimenticato. Dopo aver lodato la scuola e il personale dedito, fece una domanda:
"Quando influenze esterne non interferiscono dall'esterno, la natura di tutti è perfetta. Mio figlio Shay, tuttavia, non può imparare le cose che imparano gli altri. Non può capire le cose come gli altri. Dov'è l'ordine naturale delle cose, in mio figlio?"

Il pubblico fu zittito dalla domanda.

Il padre continuò. "Io ritengo che, quando un bambino come Shay, fisicamente e mentalmente handicappato viene al mondo, si presenta un'opportunità di realizzare la vera natura umana, ed essa si presenta nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino".

Poi raccontò la storia che segue:

Shay e suo padre stavano camminando vicino a un parco, dove c'erano alcuni ragazzi che Shay conosceva che giocavano a baseball. Shay chiese: "Credi che mi lascerebbero giocare?" Il padre di Shay sapeva che la maggior parte dei ragazzi non volevano un ragazzo come lui 
nella squadra, ma comprendeva anche che se al figlio fosse stato permesso giocare, la cosa gli avrebbe dato un senso di appartenenza di cui aveva molto bisogno, e un po' di fiducia nell'essere accettato dagli altri, nonostante i suoi handicap. Il padre di Shay si avvicinò a uno dei ragazzi sul campo e chiese se Shay poteva giocare, non aspettandosi un granché in riposta. Il ragazzo si guardò attorno, in cerca di consiglio e disse:
"Siamo sotto di sei e il gioco è all'ottavo inning. Immagino che possa stare con noi e noi cercheremo di farlo battere all'ultimo inning".
Shay si avvicinò faticosamente alla panchina della squadra, indossò una maglietta della squadra con un ampio sorriso e suo padre si sentì le
lacrime negli occhi e una sensazione di tepore al cuore. Il ragazzo vide la gioia di suo padre per essere stato accettato. In fondo all'ottavo inning, la squadra di Shay ottenne un paio di basi, ma era ancora indietro di tre. Al culmine del nono e ultimo inning, Shay si mise il guantone e giocò nel campo giusto. Anche se dalla sua parte non arrivarono dei lanci, era ovviamente in estasi solo per essere nel gioco e in campo, con un sorriso che gli arrivava da un orecchio all'altro, mentre suo padre lo salutava dalle gradinate.
Alla fine del nono inning, la squadra di Shay segnò ancora. Ora, con due fuori e le basi occupate, avevano l'opportunità di segnare la battuta
vincente e Shay era il prossimo, al turno di battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay e perso l'opportunità di far vincere la squadra? Sorprendentemente, a Shay fu assegnato il turno di battuta. Tutti sapevano che gli era impossibile colpire la palla, perché Shay non sapeva neppure tenere bene la mazza, per non dire cogliere la palla. Comunque, mentre Shay andava alla battuta, il lanciatore, capendo che l'altra squadra stava mettendo da parte la vincita per far sì che Shay avesse questo momento, nella sua vita, si spostò di alcuni passi per lanciare la palla morbidamente, così che Shay potesse almeno riuscire a toccarla con la mazza. Arrivò il primo lancio e Shay girò la mazza a vuoto. Il lanciatore fece ancora un paio di passi avanti e gettò di nuovo lentamente la palla verso Shay. Mentre la palla era in arrivo, Shay girò goffamente la mazza, la colpì e la spedì lentamente sul terreno, dritta verso il lanciatore. Il gioco avrebbe dovuto finire, a quel punto, ma il lanciatore raccolse la palla e avrebbe potuto facilmente lanciarla al primo che copriva la base e squalificare il battitore. Shay sarebbe stato fuori e questo avrebbe segnato la fine della partita. Invece, il lanciatore raccolse la palla e la lanciò proprio al di là della testa del primo in base, fuori dalla portata dei compagni di squadra.
Tutti quelli che si trovavano sugli spalti e i giocatori cominciarono a gridare: "Shay, corri in prima base! Corri in prima!"

Shay non aveva mai corso in vita sua così lontano, ma riuscì ad arrivare in prima base. Corse lungo la linea, con gli occhi spalancati e pieno di meraviglia. Tutti gli gridarono: "Corri alla seconda, alla seconda, ora!"
Trattenendo il fiato, Shay corse ancor più goffamente verso la seconda, ansimando e sforzandosi di raggiungerla. Quando Shay curvò verso la seconda base, la palla era fra le mani del giocatore giusto, un piccoletto, che ora aveva la possibilità per la prima volta di essere lui l'eroe della propria squadra. Avrebbe potuto lanciarla alla seconda base per squalificare il battitore, ma comprese le intenzioni del lanciatore e anche lui gettò intenzionalmente la palla in alto, ben oltre la portata della terza base.

Shay corse verso la terza base in delirio, mentre gli altri si spostavano per andare alla casa base. Tutti gridavano:
"Shay, Shay, Shay, vai Shay".
Shay raggiunse la terza base, quello opposto a lui corse per aiutarlo e voltarlo nella direzione giusta, e gridò:
"Shay, corri in terza! Corri in terza!"

Mentre Shy girava per la terza base, i ragazzi di entrambe le squadre e quelli che guardavano erano tutti in piedi e strillavano:
"Shay, corri alla base! Corri alla base, sali sul piatto!"

Shay corse, salì sul piatto e fu acclamato come l'eroe che aveva segnato un 'grand slam' e fatto vincere la sua squadra.

Quel giorno, disse il padre a bassa voce e con le lacrime che ora gli rigavano la faccia, i ragazzi di entrambe le squadre aiutarono a portare in questo mondo un pezzo di vero amore e umanità.

Shay non superò l'estate e morì in inverno, senza mai scordare di essere stato l'eroe e di aver reso suo padre così felice, e di essere tornato a casa fra il tenero abbraccio di sua madre per il piccolo eroe del giorno!