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3月16日 Una "caccia" specialePer molto tempo i miei innumerevoli impegni mi hanno tenuto lontano dal mio blog, ma non posso passare sotto silenzio la meravigliosa esperienza che il CdA del mio branco ha vissuto ieri.
Siamo andati a Subiaco per dare inizio ad un CFM L/C del quale i nostri Akela e Kaa sono capicampo. Compito del CdA era di presentarsi all'appuntamento con gli allievi con il gilwell al collo, chiamare cerchio, fare un po' di conoscenza, un ban, dividere gli allievi in sestiglie, far fare il Grande Urlo e farli partire per la caccia civitas con tanto di benedizione da parte di Giacomino nel ruolo di Baloo. Le cose sono andate a meraviglia anche se i lupetti, per l'emozione, si sono bloccati un paio di volte e qualcuno è andato in panico. La nostra caccia poi è continuata al convento S. Francesco, dove si svolgerà il CFM, ed ha visto i lupetti impegnati nella stesura delle idee del recital che faremo a conclusione delle Vacanze di Branco (ma di questo scriverò quando il recital sarà finito).
Noi Vecchi Lupi siamo stati contentissimi dell'esperienza vissuta dai lupetti, sia perché è servita a far crescere in loro la fiducia nelle proprie capacità e la forza di volontà nell'afforntare gli imprevisti, sia perché, dopo l'emozione del mattino nel gestire 30 capi, non gli è parso vero di poter tornare ad usare la fantasia nel progettare il recital per le VdB, facendo un ottimo lavoro.
Già so, perché me l'ha detto Akela, che gli allievi sono stati contenti dell'iinizio del campo e colpiti per la scioltezza con cui i lupetti hanno affrontato la situazione. A noi Vecchi Lupi questo fa solo che piacere e da parte nostra al nostro CdA un enorme BRAVI!!!! 1月12日 Campo invernale di clanSuscita sempre forti emozioni ritornare dal campo e riprendere la vita di tutti i gironi, perché, nei momenti più strani, succede di ritrovarsi a pensare a ciò che è accaduto al campo, ai momenti di risata comunitaria, di riflessione seria, di riconciliazione tra noi e con Dio, di servizio, di studio e di formazione culturale. Ormai è passata una settimana e qualcuno del clan si chiedeva come mai non avevo ancora messo niente sul bolg. La risposta è difficile da dare, perché più pensavo al campo, più provavo sensazioni profonde e difficili da esprimere a parole e mettere solo le foto del campo non mi andava. Ora, dopo aver ripreso completamente la vita di giorni, ieri ho rivisto il branco, le emozioni ed i sentimenti hanno preso un senso ben definito e, pur non riuscendo a metterli per iscritto, mi hanno spinto a postare le foto e queste righe. Come spesso succede, al campo capitano cose che fanno nascere un 'tormentone'; e questo campo non è da meno. Non si sa come il capoclan ha rispolverato lo slogan di una vecchia pubblicità di un dentifricio e così abbiamo passato il tempo a canticchiare "ti spunta un fiore in bocca" e ad usare lo slogan per ridere o calmare sul nascere possibili tensioni. Per la gioia dei miei rovers e delle mie scolte sono andato a ripescare la pubblicità: 1月11日 Piccola riflessioneCosa!?! Ma se abbiamo appena lasciato le feste natalizie!!! Questa potrebbe essere la reazione di qualcuno al leggere la storiella che segue. Sono d'accordo con voi, è presto per parlare di Pasqua, ma non è mai troppo presto per ricordarci del sacrificio che Dio ha fatto per amore nostro. Buona lettura! C’era una volta un uomo di nome George Thomas, era pastore protestante e viveva in un piccolo paese. Una mattina della Domenica di Pasqua stava recandosi in Chiesa, portando con se una gabbia arrugginita. La sistemò vicino al pulpito. La gente era alquanto scioccata. Come risposta il pastore cominciò a parlare: «Ieri stavo passeggiando quando vidi un ragazzo con questa gabbia. Nella gabbia c’erano tre uccellini, tremavano dal freddo e per lo spavento. Fermai il ragazzo e gli chiesi: ‘Cos'hai lì figliolo?’ ‘Tre vecchi uccelli’ fu la risposta. ‘Cosa farai di loro?’ chiesi, ‘Li porto a casa e mi divertirò con loro’, ripose il ragazzo. ‘Li stuzzicherò gli strapperò le piume cosi litigheranno. Mi divertirò tantissimo’. ‘Ma presto o tardi ti stancherai di loro. Allora cosa farai?’ ‘Oh, ho dei gatti’ disse il ragazzo. ‘A loro piacciono gli uccelli, li darò a loro’. Rimasi in silenzio per un momento. ‘Quanto vuoi per questi uccelli, figliolo?’ ‘Cosa??!!! Perchè? mica li vuoi, signore, sono uccelli di campo, niente di speciale. Non cantano. Non sono nemmeno belli!’ ‘Quanto?’ chiesi di nuovo. Pensando fossi pazzo il ragazzo disse, ‘10 dollari!’ Presi 10 dollari dalla mia tasca e li misi in mano al ragazzo. Come un fulmine il ragazzo sparì. Allora presi la gabbia e con delicatezza andai in un campo dove c’erano alberi ed erba. Aprii la gabbia e con gentilezza lasciai liberi gli uccellini. Così si spiega la gabbia vuota accanto al pulpito». Poi iniziò a raccontare questa storia: Un giorno Satana e Gesù stavano conversando. Satana era appena ritornato dal Giardino di Eden, era borioso e si gonfiava di superbia. ‘Si, Signore, ho appena catturato l’intera umanità. Ho usato una trappola che sapevo non avrebbe trovato resistenza, ho usato un’esca che sapevo ottima. Li ho presi tutti!’ ‘Cosa farai con loro?’ chiese 12月20日 Altra riflessione sul Natale"Simeone! Perché non dubiti, non protesti?
Quali segni ti porta questo bambino perché tu lo accolga come il Promesso?
Hai consumato una vita per questo momento.
Giorni, notti, anni, sempre con l'orecchio attento. Sussulti di cuore: 'Sei tu quello che deve venire o dobbiamo attendere un altro?' (Mt 11,3).
Hai scrutato uomini e avvenimenti, li hai letti alla luce delle profezie.
Simeone, quante volte, nello sforzo dell'attesa, avrai sognato e ricostruito questo momento, questo tuo giorno! Non ti senti ora deluso, ingannato, derubato?
Nessun tuono dall'alto, nessun grido terrificante di guerra, nemmenoun fruscio di ali angeliche... Solo un bambino, un bambino solo, fragile creatura, debole segno.
Il Conforto di Israele, il Giorno di Dio, è davanti a te nella debolezza della carne di Adamo, Bambino conseganto ad un uomo e una donna.
Sì, Simeone, l'occhio vede un piccolo uomo, molto piccolo secondo l'antico desiderio. Ma, nel tuo cuore, s'è accesa una scintilla che è già incendio, improvviso bagliore che illumina promesse e compimento.
Non esitare, Simeone! Ecco, 'viene a te il tuo re umile' (Zc 9,9): accoglilo!
La fede, sostegno della tua vita, ti faccia ora esclamare: 'Osanna al Figlio di David. Benedetto colui che viene nel nome del Signore' (Mt 21,9). 'Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente' (Mt 16,16). 'Mio Signore e mio Dio!' (Gv 20,28).
Rendi lode al Padre, che ha nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le ha rivelate ai piccoli (cf Lc 10,21) Benedici il Signore, perché chi non benedice non lo ama.
Chi cerca trova, ama e abbraccia. Lo sposo solleva tra le braccia la sposa; la madre la sua creatura. Simeone abbraccia Dio.
'C'è un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci' (Qo 3,5).
È finito il tempo dell'astinenza. Non c'è più posto per il rimpianto di un abbraccio fugace e lontano. È giunto il tempo dell'abbraccio perenne: gioia di Dio, delizia dell'uomo.
In Cristo, Dio e l'uomo si stringono e 'formano una carne sola' (Mt 19,6).
Con Cristo, siamo trattenuti eternamente dalle braccia di Dio.
E Simeone ti prese tra le braccia".
Il testo è di un frate che è stato per me fratello, maestro e guida.
Auguro a tutti voi di vivere un sereno Natale accoccolati tra le braccia di Dio, abbracciati al suo amore.
BUON NATALE! Una riflessione sul NataleE’ Natale: ancora una volta Gesù viene verso di noi. E con Lui viene la gioia. Se lo vuoi, ti è vicino: ma anche se non lo vuoi, ti è vicino. Ti parla anche se non Gli parli. Se non l’ami, Egli ti ama di più. Se ti perdi, viene a cercarti. Se non sai camminare, ti porta. Se tu piangi,sei beato per Lui che ti consola. Se sei povero, hai assicurato il Regno dei cieli. Così entra nel mondo la gioia: attraverso un Bambino che non ha niente. La gioia è fatta di niente, perché ogni uomo che viene al mondo, viene a mani vuote, lavora e soffre a mani vuote, muore e va di là a mani vuote. Dio, che ha tanto amato il mondo, non poteva affidare che al suo Unigenito la sua dichiarazione d’amore per ognuno di noi. Accogliere Gesù nella propria vita è farGli posto in questo mondo. Ma dove sono quelli che dicono “si”? Davvero, realmente, coscientemente. Se non ci fosse nessuno, il cristianesimo sarebbe finito. Sono troppi i cristiani che ignorano lo stupore gioioso della fede. Ad essi si può applicare la constatazione dell’Evangelista: “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1,11). Possa essere ascoltato il richiamo dell’amatissimo Giovanni Paolo II: “Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”. Buon Natale! Franco La Paglia
Il testo è di un fedele della parrocchia di S. Pietro Apostolo a Cordenons (PN) 12月17日 un paio di videoNavigando in cerca di materiale catechetico per mia cugina che fa la catechista ho trovato questi due video che mi sono piaciuti subito: uno è un cartone animato che parla di Maria e della sua disponibilità a donarsi e a donare quello che ha e l'altro è il salmo 90 che molti conoscono perché lo cantano in parrocchia o con gli scout. Beh, o voi che lo cantate sbagliato, ecco come va cantato! Se vi viene da cantare insieme al video, fatelo,perché chi canta prega due volte!!!!
12月16日 ... E anche questa è andata!Una settimana che inizia con una domenica così sarebbe da cancellare dal calendario!!!
Oggi abbiamo celebrato il Natale del gruppo scout con i genitori. Bellissimo direte voi, e così hanno detto i genitori contenti di come è andata la giornata, ma provate a chiederlo a qualcuno del clan!
I poverini è da più di due settimane che lavorano a questa giornata, perché all'inizio doveva solo esserci la presentazione del capitolo concluso con il campo in Germania di questa estate; poi s'è aggiunto autofinanziamento con il pranzo per tutti i genitori, parenti e amici presenti; quindi abbiamo pensato bene di fare una sacra rappresentazione, un po' allegra, della natività (partendo dalla creazione!) ed infine il parroco ci ha chiesto un servizio speciale per stasera che c'era un concerto di beneficienza con la presenza del cardinal Bertone e di Prodi. Il servizio del clan consisteva nello stare fuori al parcheggio a dare indicazioni ai vip che arrivavano. Col freddo di questi giorni proprio un bel servizio!
Nonostante tutto questo accumularsi di cose, i ragazzi sono stati fantastici, sia nel servizio a tavola come nella presentazione del capitolo e nel servizio d'ordine per il concerto. Non vedo l'ora di andare al campo invernale con loro, ci sarà da divertirsi. 11月30日 I 10 migliori aforismi inglesiDal sito del Corriere della Sera Top ten degli aforismi preferiti dagli inglesi
1) Winston Churchill: «Success is not final, failure is not fatal: it is the courage to continue that counts» (Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti)
Non sono d'accordo con tutti gli aforismi presentati, ma non nego che qualcuno reca in sé una profonda saggezza.Meditate, gente, meditate! 11月26日 Il mio Branco?... Stupendo!!!Non l'ho fatto ieri perché troppo stanco per riuscire a tenere gli occhi aperti e scrivere quello che provavo. Lo faccio stasera con la consapevolezza che forse ho perso qualcosa lasciando trascorrere un giorno, ma con ancora negli occhi i volti sorridenti e felici e nelle orecchie le urla di gioia dei miei lupetti e dei miei cuccioli.
Era dalle lontane vacanze di branco che non passavo un giorno intero con il branco, che quest'anno ha la bellezza di 15/16 cuccioli. Capita spesso in un branco di giovane formazione come il nostro, che le regole della vita di branco facciano fatica a prendere piede all'interno del branco, proprio perché i lupetti non hanno poi molta esperienza e i cuccioli, in questo caso quasi metà branco, non conoscono per niente le regole della giungla. In questi casi i VV.LL. consumano tutte le loro energie nel cercare di 'mettere in riga' il branco al più presto, in modo che la vita del branco scorra senza troppe interruzioni dovute al fatto che si devono richiamare le regole ad ogni momento.
Nonostante questo credo che la caccia di ieri sia stata una cosa stupenda: il grande urlo, gridato a pieni polmoni, che ha incuriosito i cuccioli; i capi e i vice-capi sestiglia che orgoglisamente riuscivano a mantenere in ordine la propria sestiglia quando ci si muoveva e, contemporaneamente, i cuccioli ma anche i lupetti che in cerchio volevano stare vicini ad uno dei VV.LL.; i bans, le danze e i giochi, espressioni di una vitalità dirompente, vissuti e giocati fino in fondo, anche sotto la pioggia, con Baloo che cerca di convincere Akela che forse è meglio entrare; il pranzo al sacco consumato per i primi cinque minuti in silenzio, perché la fame è più grande della voglia di chiacchierare; l'accettazione di quattro cuccioli che ha emozionato i rispettivi capi sestiglia; la caccia al tesoro che ha lanciato la costruzione del calendario liturgico; la messa con i genitori, momento privilegiato perché parlando con i bambini il messaggio evangelico arrivi agli adulti.
Bellissimo il momento dello scambio della pace quando proprio quei lupetti e cuccioli, che mi avevano fatto arrabbiare poco prima della messa, sono venuti con un sorriso disarmante a donarmi la loro pace!
Sono tornato a casa stanchissimo, ma con la consapevolezza che il branco mi mancava da morire. Non vedo l'ora di andare in uscita con il clan!!! 11月22日 Thanksgiving day!Vivere in una fraternità internazionale crea dei problemi di rapporti e di comprensione a causa delle lingue e delle culture diverse, ma offre anche la possibilità di assaporare i piatti tipici di molte feste nazionali. Infatti, oggi, è il Thanksgiving day, ossia il giorno del ringraziamento, festa tipicamente statunitense, ma che anche in Curia Generale festeggiamo in onore dei fratelli provenienti da quella terra. In questa occasione sono proprio i frati statunitensi che si mettono ai fornelli e sfornano i piatti tipici dell Thanksgiving: tacchino, mais, patate, zucche e salsa di mirtilli.
Un po' di storia: nel dicembre 1620, dopo un lungo e difficile viaggio dall'Europa, i Pellegrini a bordo della Mayflower sbarcarono presso l'attuale Plymouth, in Massachusetts. Era ormai inverno, e quel primo inverno fu molto duro per loro. Circa la metà dei nuovi arrivati non riuscì a sopravvivere, e soltanto l'aiuto del locale popolo Wampanoag permise loro di imparare a procurarsi il necessario nel nuovo mondo.
Fortunatamente, il loro primo raccolto nel 1621 fu abbondante, e così i Pellegrini e i Wampanoag organizzarono insieme una grande festa per rallegrarsi e ringraziare il Signore.
Il significato di quel primo Ringraziamento si è conservato attraverso i secoli; oggi, negli Stati Uniti, il giorno del Ringraziamento si festeggia il quarto giovedì (cioè oggi) di novembre.
Nella maggior parte delle case si mangia lo stesso cibo che, secondo la leggenda, mangiarono i primi coloni, e che è diventato il pasto tradizionale.
Tacchino, mais, patate, zucche e salsa di mirtilli sono diventati i simboli del primo ringraziamento, oggi riportati anche nelle decorazioni per la festa e sui bigliettini d'auguri.
Devo essere onesto, non mi piacciono le feste 'importate' o quelle che servono solo a far spendere gli stipendi della gente (in questo caso anche il Natale mi sta diventando 'antipatico'), ma oggi ho capito quanto è importante per gli statunitensi questa ricorrenza: l'ho letto sui visi sorridenti dei frati statunitensi che sono in casa con me e mi sono reso conto di quanto sia faticoso per loro (e per tutti quelli che non sono italiani) vivere lontano da casa e come dei semplici piatti, tipici di casa tua ti facciano sentire veramente a casa (è successo anche a me mentre ero in Inghilterra quando abbiamo mangiato le lasagne al forno che io avevo cucinato).
Beh!, BUON THANKSGIVING a tutti!!! 11月8日 CuriositàOggi è la memoria liturgica del Beato Giovanni Duns Scoto.
Qualcuno potrebbe dire: "e chi se ne frega?" Beh io personalmente ho qualche interesse: primo è un frate, secondo è un grande filosofo del medioevo, terzo è un altrettanto grande teologo dello stesso periodo, difensore del cristocentrismo e teorico dell'Immacolata concezione di Maria (cinque secoli prima del dogma!!), quarto la memoria di oggi mi da la possibilità di farvi vedere come preghiamo la mattina (vedi ultimo album postato). Chi volesse andare a vedere qualche altra foto delle attività che svolgiamo in Curia Generale o leggere qualche documento può visitare il nostro sito: www.ofm.org
Buona giornata a tutti! 10月26日 Una preghiera
Per coloro che hanno qualche difficoltà ecco la traduzione:
Tratta da "Francis and the Song of Brotherhood" di Fr. Eric Doiyle, ofm, morto di tumore a poco più di 40 anni. 10月23日 Il tempoCarissimi ecco un pensierino sul tempo. Non vi dico dove l'ho trovato perché, conoscendovi, qualcuno potrebbe fare qualche gestaccio che non mi piace. I curiosi possono mandarmi un messaggio per chiedere dove l'ho trovato.
Ah, è in inglese.
Time is too slow for those who wait, too swift for those who fear, too long for those who grieve, too short for those who rejoice, but for those who love, time is eternity!
Per coloro che hanno qualche difficoltà con l'inglese, spero pochissimi, ecco la traduzione.
Il tempo è troppo lento per coloro che aspettano, troppo veloce per coloro che hanno paura, troppo lungo per coloro che sono nel dolore, troppo breve per coloro che sono nella gioia, ma per coloro che amano, il tempo è eternità!
Un abbraccio forte con l'augurio che troviate il tempo per amare! 10月2日 Messaggio di speranzaChi mi conosce a fondo sa che non amo scrivere e quando lo faccio non sono proprio un poeta, ma questa storia mi è arrivata per posta elettronica e la voglio condividere con voi.
Un forte abbraccio
Ad una cena di raccolta fondi per una scuola che serve i disabili mentali, il padre di uno degli studenti fece un discorso che nessuno di coloro che partecipavano avrebbe mai dimenticato. Dopo aver lodato la scuola e il personale dedito, fece una domanda: "Quando influenze esterne non interferiscono dall'esterno, la natura di tutti è perfetta. Mio figlio Shay, tuttavia, non può imparare le cose che imparano gli altri. Non può capire le cose come gli altri. Dov'è l'ordine naturale delle cose, in mio figlio?" Il pubblico fu zittito dalla domanda. Il padre continuò. "Io ritengo che, quando un bambino come Shay, fisicamente e mentalmente handicappato viene al mondo, si presenta un'opportunità di realizzare la vera natura umana, ed essa si presenta nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino". Poi raccontò la storia che segue: Shay e suo padre stavano camminando vicino a un parco, dove c'erano alcuni ragazzi che Shay conosceva che giocavano a baseball. Shay chiese: "Credi che mi lascerebbero giocare?" Il padre di Shay sapeva che la maggior parte dei ragazzi non volevano un ragazzo come lui nella squadra, ma comprendeva anche che se al figlio fosse stato permesso giocare, la cosa gli avrebbe dato un senso di appartenenza di cui aveva molto bisogno, e un po' di fiducia nell'essere accettato dagli altri, nonostante i suoi handicap. Il padre di Shay si avvicinò a uno dei ragazzi sul campo e chiese se Shay poteva giocare, non aspettandosi un granché in riposta. Il ragazzo si guardò attorno, in cerca di consiglio e disse: "Siamo sotto di sei e il gioco è all'ottavo inning. Immagino che possa stare con noi e noi cercheremo di farlo battere all'ultimo inning". Shay si avvicinò faticosamente alla panchina della squadra, indossò una maglietta della squadra con un ampio sorriso e suo padre si sentì le lacrime negli occhi e una sensazione di tepore al cuore. Il ragazzo vide la gioia di suo padre per essere stato accettato. In fondo all'ottavo inning, la squadra di Shay ottenne un paio di basi, ma era ancora indietro di tre. Al culmine del nono e ultimo inning, Shay si mise il guantone e giocò nel campo giusto. Anche se dalla sua parte non arrivarono dei lanci, era ovviamente in estasi solo per essere nel gioco e in campo, con un sorriso che gli arrivava da un orecchio all'altro, mentre suo padre lo salutava dalle gradinate. Alla fine del nono inning, la squadra di Shay segnò ancora. Ora, con due fuori e le basi occupate, avevano l'opportunità di segnare la battuta vincente e Shay era il prossimo, al turno di battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay e perso l'opportunità di far vincere la squadra? Sorprendentemente, a Shay fu assegnato il turno di battuta. Tutti sapevano che gli era impossibile colpire la palla, perché Shay non sapeva neppure tenere bene la mazza, per non dire cogliere la palla. Comunque, mentre Shay andava alla battuta, il lanciatore, capendo che l'altra squadra stava mettendo da parte la vincita per far sì che Shay avesse questo momento, nella sua vita, si spostò di alcuni passi per lanciare la palla morbidamente, così che Shay potesse almeno riuscire a toccarla con la mazza. Arrivò il primo lancio e Shay girò la mazza a vuoto. Il lanciatore fece ancora un paio di passi avanti e gettò di nuovo lentamente la palla verso Shay. Mentre la palla era in arrivo, Shay girò goffamente la mazza, la colpì e la spedì lentamente sul terreno, dritta verso il lanciatore. Il gioco avrebbe dovuto finire, a quel punto, ma il lanciatore raccolse la palla e avrebbe potuto facilmente lanciarla al primo che copriva la base e squalificare il battitore. Shay sarebbe stato fuori e questo avrebbe segnato la fine della partita. Invece, il lanciatore raccolse la palla e la lanciò proprio al di là della testa del primo in base, fuori dalla portata dei compagni di squadra. Tutti quelli che si trovavano sugli spalti e i giocatori cominciarono a gridare: "Shay, corri in prima base! Corri in prima!"
Shay non aveva mai corso in vita sua così lontano, ma riuscì ad arrivare in prima base. Corse lungo la linea, con gli occhi spalancati e pieno di meraviglia. Tutti gli gridarono: "Corri alla seconda, alla seconda, ora!" Trattenendo il fiato, Shay corse ancor più goffamente verso la seconda, ansimando e sforzandosi di raggiungerla. Quando Shay curvò verso la seconda base, la palla era fra le mani del giocatore giusto, un piccoletto, che ora aveva la possibilità per la prima volta di essere lui l'eroe della propria squadra. Avrebbe potuto lanciarla alla seconda base per squalificare il battitore, ma comprese le intenzioni del lanciatore e anche lui gettò intenzionalmente la palla in alto, ben oltre la portata della terza base. Shay corse verso la terza base in delirio, mentre gli altri si spostavano per andare alla casa base. Tutti gridavano: "Shay, Shay, Shay, vai Shay". Shay raggiunse la terza base, quello opposto a lui corse per aiutarlo e voltarlo nella direzione giusta, e gridò: "Shay, corri in terza! Corri in terza!" Mentre Shy girava per la terza base, i ragazzi di entrambe le squadre e quelli che guardavano erano tutti in piedi e strillavano: "Shay, corri alla base! Corri alla base, sali sul piatto!" Shay corse, salì sul piatto e fu acclamato come l'eroe che aveva segnato un 'grand slam' e fatto vincere la sua squadra. Quel giorno, disse il padre a bassa voce e con le lacrime che ora gli rigavano la faccia, i ragazzi di entrambe le squadre aiutarono a portare in questo mondo un pezzo di vero amore e umanità. Shay non superò l'estate e morì in inverno, senza mai scordare di essere stato l'eroe e di aver reso suo padre così felice, e di essere tornato a casa fra il tenero abbraccio di sua madre per il piccolo eroe del giorno! |
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